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Aggiornato il 4 settembre 2026

Casino il Film su Netflix

Se sei arrivato qui cercando il film e non un sito di gioco, sei nel posto giusto. Casino è il lungometraggio del 1995 diretto da Martin Scorsese, con Robert De Niro, Joe Pesci e Sharon Stone, ambientato nella Las Vegas degli anni Settanta. Qui trovi la scheda, il contesto, la situazione della disponibilità in streaming in Italia e una selezione di altri titoli sullo stesso tema.

Casino (1995): la scheda

Il film racconta l'ascesa e la caduta di Sam Rothstein, gestore di un grande albergo-casinò di Las Vegas per conto di ambienti che con il gioco legale hanno poco a che fare. Attorno a lui ruotano l'amico d'infanzia Nicky Santoro, incapace di stare dentro qualunque regola, e Ginger McKenna, che entra nella storia come figura luminosa e ne esce come la crepa che manda tutto in pezzi. È un film sul controllo: su quanto ne serve per far funzionare una macchina del genere e su quanto poco basti a perderlo.

VoceDato
Titolo originaleCasino
Anno1995
RegiaMartin Scorsese
SceneggiaturaNicholas Pileggi e Martin Scorsese, dal libro di Pileggi
Duratacirca 178 minuti
PaeseStati Uniti
Generedrammatico, gangster

Il soggetto nasce da un lavoro giornalistico: Nicholas Pileggi aveva ricostruito una vicenda realmente avvenuta a Las Vegas, e da quel materiale sono usciti prima il libro e poi la sceneggiatura scritta a quattro mani con il regista. È la stessa coppia di Quei bravi ragazzi, e la parentela fra i due film si sente nel ritmo del racconto e nell'uso della voce fuori campo.

Perché è invecchiato bene

A trent'anni di distanza il film continua a essere citato per due ragioni. La prima è documentaria: mostra come funzionava davvero il retro di un casinò prima che l'industria diventasse un settore quotato in borsa, dalle stanze del conteggio ai sistemi di controllo sui tavoli. La seconda è di stile: il montaggio, la colonna sonora costruita su brani d'epoca e la fotografia satura hanno formato un modello che il cinema ha continuato a citare per decenni.

Il cast: De Niro, Pesci e Sharon Stone

Robert De Niro costruisce Sam Rothstein come un uomo di metodo, quasi un contabile, la cui competenza è insieme la sua forza e la sua condanna. Joe Pesci porta Nicky Santoro con la stessa energia esplosiva già vista in altri film di Scorsese, ma qui il personaggio ha meno margine e più conseguenze. Sharon Stone, nel ruolo di Ginger McKenna, ottiene l'interpretazione che le è valsa la candidatura all'Oscar come miglior attrice protagonista: è la parte del film che regge meglio la rivisitazione, perché il personaggio non si lascia ridurre a una funzione narrativa.

Attorno ai tre ruota una schiera di caratteristi che danno consistenza al mondo raccontato, dai dirigenti dell'albergo agli uomini che arrivano dal Midwest per raccogliere il denaro. Buona parte del cast era già passata per i film precedenti del regista, e quella familiarità si vede nel modo in cui le scene di gruppo si tengono insieme senza forzature.

I comprimari che reggono il racconto

Attorno ai tre protagonisti si muove una galleria di figure minori che il film usa per spiegare come funzionava davvero il meccanismo: i dirigenti dell'albergo, gli uomini che arrivano dal Midwest a ritirare il denaro, i responsabili della sala conteggio, i funzionari della commissione che rilascia le licenze. Nessuno di loro ha molto spazio, eppure ciascuno serve a mostrare un anello della catena, ed è questo che dà al racconto la sua consistenza documentaria.

Las Vegas come personaggio

Insegne al neon, moquette a fantasia e sale piene di fumo: l'ambiente del film è tanto protagonista quanto chi lo attraversa.

La colonna sonora e il montaggio

Una parte del carattere del film sta nella musica, che non è composta per l'occasione ma scelta fra brani già esistenti e incastrata sul montaggio con una precisione quasi da documentario. Il risultato è che ogni epoca della storia ha il proprio suono riconoscibile, e i salti temporali si capiscono prima con l'orecchio che con la scena. La sequenza di apertura, in particolare, è diventata materiale di studio per il modo in cui condensa un intero sistema di potere in pochi minuti di immagini e voce fuori campo.

È disponibile su Netflix in Italia?

La risposta onesta è che dipende dal momento in cui lo cerchi. I diritti di distribuzione dei film di catalogo vengono concessi per periodi definiti e cambiano da un Paese all'altro: lo stesso titolo può essere presente nel catalogo italiano di una piattaforma, sparire per qualche mese e ricomparire altrove. Casino è passato più volte fra i cataloghi dei principali servizi in abbonamento attivi in Italia, e nei periodi in cui non è compreso nell'abbonamento resta quasi sempre disponibile a noleggio o all'acquisto sui negozi digitali.

Il modo più rapido per saperlo con certezza è cercare il titolo nel motore di ricerca interno del servizio a cui sei abbonato, oppure in uno dei siti che aggregano i cataloghi di streaming per Paese e li aggiornano quotidianamente. Un elenco scritto qui e mai più toccato sarebbe sbagliato entro poche settimane, e preferiamo dirlo invece di pubblicare un dato destinato a invecchiare male.

Attenzione ai siti che promettono la visione gratuita

Cercando il titolo insieme a parole come «streaming gratis» si finisce su pagine che promettono la visione immediata senza abbonamento. Sono quasi sempre siti che vivono di pubblicità aggressiva e finestre che si aprono da sole, quando non chiedono di installare un lettore video. Il film non è di pubblico dominio, quindi una copia gratuita e legale non esiste: le vie regolari sono l'abbonamento, il noleggio digitale o il supporto fisico.

Casino Royale in streaming: un titolo diverso

Una parte di chi cerca «casino» insieme al nome di una piattaforma di streaming ha in mente Casino Royale, che è tutt'altro film: il capitolo del 2006 che ha aperto il ciclo di James Bond con Daniel Craig, con la celebre partita di poker al tavolo del Montenegro. Vale la stessa regola del titolo di Scorsese: i diritti dei film della saga circolano fra i servizi in abbonamento con rotazioni frequenti, e la verifica va fatta al momento.

Esiste anche una versione precedente e molto diversa, la commedia del 1967 con lo stesso titolo, che non fa parte della serie ufficiale ed è oggi una curiosità per appassionati. Se cerchi il film con il tavolo da poker e la partita che decide tutto, quello è il capitolo del 2006.

Quale versione stai cercando

Se ricordi una partita a poker lunghissima, un antagonista che piange lacrime di sangue e un tono cupo, è il film del 2006. Se ricordi invece un tono demenziale, molti attori famosi in ruoli brevi e una trama che si perde per strada, è la commedia del 1967. Un terzo caso ricorrente è la memoria di una scena da tavolo verde che appartiene in realtà a un altro capitolo della saga: la ricerca sul titolo esatto risolve l'equivoco in un attimo.

Altri film sul gioco d'azzardo che vale la pena recuperare

Il tema ha una tradizione lunga e alcuni titoli sono diventati riferimenti fissi. Questa non è una classifica, ma una serie di consigli per chi ha finito il film di Scorsese e vuole restare sull'argomento.

  • Il colore dei soldiAncora Scorsese, dieci anni prima, con Paul Newman e Tom Cruise attorno a un tavolo da biliardo. Il gioco è un altro, il meccanismo psicologico è lo stesso.
  • Il giocatoreDalla novella di Dostoevskij sono uscite più versioni cinematografiche: il tema è la dipendenza raccontata da dentro, senza attenuanti e senza morale finale.
  • Il grande imbroglio del pokerIl filone dei film sul poker clandestino newyorkese ha prodotto diverse storie di truffe al tavolo, dove la parte interessante non è la mano vincente ma la costruzione dell'inganno.
  • Ocean's ElevenL'altra faccia del genere: il colpo al casinò raccontato come commedia elegante, con Las Vegas ridotta a una cassaforte da aprire.

Da dove conviene partire

Se hai appena finito il film di Scorsese e vuoi restare sullo stesso registro, la scelta naturale è il titolo sul biliardo: stesso regista, stesso interesse per il mestiere e per chi lo esercita. Se invece cerchi qualcosa di più leggero dopo tre ore di discesa agli inferi, il filone del colpo al casinò funziona meglio, perché usa lo stesso ambiente con l'umore opposto. Il racconto della dipendenza, il più duro dei tre, conviene tenerlo per una serata a sé.

Serie TV ambientate nei casinò

Sul versante seriale il tema compare in due forme. La prima è il racconto storico della nascita di Las Vegas e Atlantic City, che si intreccia con quello del proibizionismo e della criminalità organizzata: sono serie in costume, con una ricostruzione accurata degli anni Venti e Trenta. La seconda è il presente, dove il casinò diventa lo sfondo di storie di famiglia, debiti e riciclaggio, e la sala da gioco è un luogo di lavoro più che un simbolo.

Nei cataloghi italiani dei servizi in abbonamento questi titoli entrano ed escono con la stessa logica dei film, quindi anche qui vale la ricerca diretta nel motore interno della piattaforma. La cosa che accomuna tutte queste produzioni è che il gioco vero e proprio occupa pochissimo spazio: interessa quasi sempre come cornice, non come meccanica. Chi cerca il funzionamento tecnico di una sala resta di solito deluso, perché il racconto seriale preferisce le persone che ci lavorano dentro alle regole del tavolo.

Perché il gioco resta sullo sfondo

La ragione è narrativa, non produttiva: una mano di carte si risolve in pochi secondi e non regge una stagione, mentre i debiti, le alleanze e le doppie vite reggono benissimo. Il casinò funziona come luogo perché mette nella stessa stanza persone che nella vita non si incontrerebbero mai, e quello è materiale per gli sceneggiatori. Chi cerca invece la spiegazione delle regole di un tavolo la trova meglio in un documentario che in una serie.

Il libro da cui nasce

Alla base c'è un lavoro giornalistico di Nicholas Pileggi, che ricostruì la vicenda raccogliendo testimonianze dirette e atti processuali prima ancora che il progetto diventasse un film. Pileggi firmò poi la sceneggiatura insieme al regista, ed è la ragione per cui la ricostruzione degli ambienti regge alla verifica molto meglio di quanto sia normale nel genere: le procedure di sala, il conteggio del denaro, i rapporti fra chi comanda e chi esegue vengono da un lavoro di raccolta, non da un'invenzione.

È anche il motivo per cui il montaggio si appoggia così tanto alla voce fuori campo. Una parte consistente di quello che si vede sullo schermo non sarebbe comprensibile senza qualcuno che la spieghi, perché riguarda meccanismi interni che nessun personaggio avrebbe motivo di raccontare a un altro. Il libro risolve nel testo quello che il film risolve nel commento parlato.

Che cosa leggere dopo

Lo stesso autore aveva già firmato un altro lavoro portato sullo schermo dallo stesso regista, e i due volumi si leggono bene in sequenza perché raccontano lo stesso mondo da due distanze diverse. Chi arriva al libro dopo il film trova soprattutto quello che il montaggio ha dovuto lasciare fuori: i tempi lunghi, le procedure ripetitive e le figure di contorno che nella versione da tre ore diventano una battuta sola.

Domande frequenti

Casino di Scorsese è su Netflix in Italia?

Dipende dal periodo. I diritti dei film di catalogo hanno durata limitata e cambiano da un Paese all'altro: il titolo è passato più volte fra i principali servizi in abbonamento attivi in Italia. La verifica va fatta al momento, nel motore di ricerca interno del servizio.

Di che anno è il film Casino?

Del 1995. La regia è di Martin Scorsese, la sceneggiatura è firmata con Nicholas Pileggi e la durata è di circa centosettantotto minuti.

Chi sono i protagonisti?

Robert De Niro nel ruolo di Sam Rothstein, Joe Pesci in quello di Nicky Santoro e Sharon Stone come Ginger McKenna, interpretazione che le valse la candidatura all'Oscar come miglior attrice protagonista.

La storia è vera?

È liberamente ispirata a fatti realmente avvenuti a Las Vegas, ricostruiti da Nicholas Pileggi in un libro di taglio giornalistico. Nomi e dettagli sono stati modificati per la versione cinematografica.

Dove posso vedere Casino Royale?

Il capitolo del 2006 con Daniel Craig ruota fra i servizi in abbonamento con la stessa logica degli altri film della saga ed è disponibile a noleggio sui negozi digitali. Esiste anche una commedia omonima del 1967, che non fa parte della serie ufficiale.

Esiste un modo legale di vederlo gratis?

No: il film non è di pubblico dominio. Le vie regolari sono l'abbonamento a un servizio che lo ha in catalogo, il noleggio o l'acquisto digitale e il supporto fisico. I siti che promettono la visione gratuita immediata sono da evitare.

Il film ha vinto premi?

Ottenne una candidatura all'Oscar per Sharon Stone come miglior attrice protagonista, oltre a riconoscimenti in altri concorsi. Nel tempo è entrato stabilmente fra i titoli di riferimento del cinema di genere.

Quanto dura il film?

Circa centosettantotto minuti, quasi tre ore. È fra i titoli più lunghi della filmografia del regista, e la durata dipende dall'impianto corale del racconto, che segue tre personaggi in parallelo lungo un arco di diversi anni.